Ci sono cose che non si possono
scegliere nella vita, come i propri colleghi, il proprio lavoro, la
propria suocera, il proprio vicino di casa.
Allora l'uomo in questo caso piagnucola
e si autoconvince di essere felice comunque, oppure cerca di
migliorare le cose, e spesso non è possibile cambiare lavoro o
cambiare la suocera facilmente e quindi il campo si restringe,
bisogna sforzarsi ancora. Si possono quindi inseguire beni materiali.
Oppure no. Se usiamo la materia grigia che ci è stata donata
cominceremo a notare che alcune cose sono ancora sotto il nostro
libero arbitrio, le possiamo ancora scegliere e abbiamo tutto il
diritto di farlo. Si può scegliere con chi passare un'ora e mezza di
allenamento la sera, non solo il luogo ma i componenti, che poi
diverranno amici e forse una seconda famiglia.
Ogni giorno mi metto il kimono ed a
piedi nudi salgo sul tatami, faccio un inchino verso il luogo che mi
migliora come uomo e combattente, il tempio dove si rafforza fisico e
spirito; poi faccio un inchino verso altri come me, ma non è
simbolico, non è abitudine, è rispetto.
L'allenamento dovrebbe uscire dalla
routine quotidiana, non essere una cosa delle tante che si fanno
nella giornata, l'allenamento deve essere vissuto, deve essere
respirato, deve essere qualcosa che esce dal nostro dna e che ci deve
far stare bene. Dedicarci del tempo nell'allenamento, nella lettura
di un libro e nell'ascolto di buona musica è quanto un uomo dovrebbe
fare, il minimo per non fossilizzarsi nei solito gironi alcolici o
qualunquistici che la società ci propina e sopratutto bisogna
dedicare del tempo anche agli altri, che detto cosi sembra un
proclama di altruismo, ma nella realtà racchiude un pizzico di
egoismo. In una scuola di arti marziali, la sera si incrociano
persone che di giorno fanno poco o nulla di marziale, ma che la sera
riattivano quelle parti del corpo e della testa che racchiudono
grandi segreti: il cuore e la mente. Quando un nuovo allievo varca la
porta della nostra scuola e questo allievo è timido, insicuro, con
poca autostima riceverà da tutti un contributo, una direzione da
seguire per combattere questi limiti e cominciare ad alzare la testa
e guardare in faccia chi ha davanti; questo perchè fare parte di un
gruppo che studia arti marziali, ti rende partecipe di una magia, la
magia del mettersi a disposizione degli altri per fare bene a se
stessi.
Chi frequenta l'allenamento solo per
delle priorità personali non ha capito nulla. Chi non mette in gioco
qualcosa di suo per se stesso e per gli altri, non ha capito nulla.
Chi ha sempre una scusa per qualsiasi cosa, resta povero.
Non è perché le cose sono difficili, che noi non osiamo; è perché non osiamo, che sono difficili
Seneca