mercoledì 18 dicembre 2013

Jiu Jitsu ed anti-bullismo: noi la pensiamo così.




Il numero dei bambini che frequentano le lezioni di Jiu Jitsu, nella nostra scuola, sta crescendo. I miglioramenti arrivano costantemente sia dal punto di vista fisico sia mentale.
Spesso, ci si chiede quale sia il metodo più corretto per formare un bambino e/o ragazzino dal punto di vista psicologico, attraverso l'Arte Soave.
Luca e Francesco, in questo caso, assumono il ruolo di insegnanti ed educatori. Ma la domanda è: educare a cosa?.
Sulla base di questo, vorremmo soffermarci un istante su un problema che conosciamo tutti; un problema molto grave e complesso: il bullismo.
Diventa ovvio ed essenziale che la prima cosa che vogliamo insegnare è :“sul tatami si lotta, fuori no”. Il problema arriva quando, purtroppo arriva il bulletto di turno che assiduamente, si permette di effettuare dei soprusi senza risparmiarsi l'uso della violenza.

A questo proposito, cerchiamo di utilizzare il Jiu Jitsu, prima di tutto per formare il carattere e la personalità: se un ragazzino (o anche un adulto) ha un carattere forte, il suo atteggiamento trasmetterà sicurezza in se stesso ed in molti casi, chi esercita “bullismo”, ci penserà due volte prima di farsi avanti. Nel caso estremo di violenza, non ci sono molte alternative: noi pensiamo e siamo convinti che non bisogna mai e poi mai farsi mettere i piedi in testa, soprattutto da piccoli (periodo in cui i traumi possono causare danni gravissimi che si proietteranno nell'età adulta).

Non si insegna mai la violenza, ma si insegna a reagire in modo opportuno. Il Jiu Jitsu è un ottimo mezzo per arrivare a questo.

Per chi pensa che la via giusta sia il lasciar correre, l'abbassare la testa, il rimanere vittima, il tollerare la violenza gratuita (fisica e verbale), vorremmo ricordare che il bullismo è spesso causa di traumi, depressione ed addirittura suicidi.
Diamoci da fare, quindi, per combattere questa “piaga” che affligge la nostra società da anni.

I ragazzini cresceranno forti, sicuri di sé; trasmetteranno questa forza agli altri, nel proprio lavoro e nel resto della vita quotidiana. Questa è evoluzione.


Luca e Francesco