mercoledì 24 ottobre 2012

Il cuore e la mente

Ci sono cose che non si possono scegliere nella vita, come i propri colleghi, il proprio lavoro, la propria suocera, il proprio vicino di casa.
Allora l'uomo in questo caso piagnucola e si autoconvince di essere felice comunque, oppure cerca di migliorare le cose, e spesso non è possibile cambiare lavoro o cambiare la suocera facilmente e quindi il campo si restringe, bisogna sforzarsi ancora. Si possono quindi inseguire beni materiali. Oppure no. Se usiamo la materia grigia che ci è stata donata cominceremo a notare che alcune cose sono ancora sotto il nostro libero arbitrio, le possiamo ancora scegliere e abbiamo tutto il diritto di farlo. Si può scegliere con chi passare un'ora e mezza di allenamento la sera, non solo il luogo ma i componenti, che poi diverranno amici e forse una seconda famiglia.
Ogni giorno mi metto il kimono ed a piedi nudi salgo sul tatami, faccio un inchino verso il luogo che mi migliora come uomo e combattente, il tempio dove si rafforza fisico e spirito; poi faccio un inchino verso altri come me, ma non è simbolico, non è abitudine, è rispetto.
L'allenamento dovrebbe uscire dalla routine quotidiana, non essere una cosa delle tante che si fanno nella giornata, l'allenamento deve essere vissuto, deve essere respirato, deve essere qualcosa che esce dal nostro dna e che ci deve far stare bene. Dedicarci del tempo nell'allenamento, nella lettura di un libro e nell'ascolto di buona musica è quanto un uomo dovrebbe fare, il minimo per non fossilizzarsi nei solito gironi alcolici o qualunquistici che la società ci propina e sopratutto bisogna dedicare del tempo anche agli altri, che detto cosi sembra un proclama di altruismo, ma nella realtà racchiude un pizzico di egoismo. In una scuola di arti marziali, la sera si incrociano persone che di giorno fanno poco o nulla di marziale, ma che la sera riattivano quelle parti del corpo e della testa che racchiudono grandi segreti: il cuore e la mente. Quando un nuovo allievo varca la porta della nostra scuola e questo allievo è timido, insicuro, con poca autostima riceverà da tutti un contributo, una direzione da seguire per combattere questi limiti e cominciare ad alzare la testa e guardare in faccia chi ha davanti; questo perchè fare parte di un gruppo che studia arti marziali, ti rende partecipe di una magia, la magia del mettersi a disposizione degli altri per fare bene a se stessi.
Chi frequenta l'allenamento solo per delle priorità personali non ha capito nulla. Chi non mette in gioco qualcosa di suo per se stesso e per gli altri, non ha capito nulla. Chi ha sempre una scusa per qualsiasi cosa, resta povero.

Non è perché le cose sono difficili, che noi non osiamo; è perché non osiamo, che sono difficili 

Seneca