domenica 3 aprile 2011

Ognuno faccia la sua parte


C’è qualcosa di positivo che si muove nel nostro movimento, qualcosa che, se siamo tutti intelligenti, è partito e non si fermerà più, aiutando la divulgazione e la promozione del jiu jitsu brasiliano in Italia.
L’intraprendenza e la voglia di fare si fanno strada, c’è molta voglia di portare qualità nel nostro sport, di staccarlo dal pesante fardello delle affiliazioni con le grandi scuole mondiali (a mio avviso un po’ esose), e di lavorare in sincronia tra le varie accademie italiane.

Questa mia considerazione parte in un sabato pomeriggio primaverile a Parma, in un momento Baraonda ( la sparring session organizzata quasi mensilmente da Marco Baratti). Varie accademie, vari maestri, varie patch sui kimoni ma quello che ci accomuna è la voglia di migliorarsi, la voglia di provare a lottare con altri atleti , di farlo in amicizia, senza stress.
 Il mio pensiero si sviluppa solo sulla parte meno organizzativa della cosa, c’è già chi ha le capacità e l’esperienza per creare una federazione , una casa per tutti i componenti del movimento in Italia, sotto l’egida dell’ibjjf (http://www.federicotisi.com/ita/index.php). Ma insegnanti e lottatori devono fare la loro parte, abituarsi all’interscambio tra accademie, al rispetto verso i membri degli altri team.
Partecipare agli stage, ai campionati che si organizzano in Italia lasciando da parte le chiusure mentali, partecipare alle sessioni di sparring che vengono proposte; quest’ultime sono importantissime per chi vuole alzare il proprio livello, per chi vuole testare fuori dall’accademia, senza il peso della competizione, il proprio bagaglio.

L’incontro tra varie accademie deve continuare, indipendentemente dalla scuola che si rappresenta, perché si parla solo della parte più viscerale del nostro sport, mettersi un kimono , stringersi la mano e lottare. Un sorriso, un suggerimento, una pacca sulla spalla sono la vera forza di tutto ciò.

 Noi rappresentiamo principalmente solo il Jiu Jitsu.

Il nostro modello di accademia è questo, io e Luca lo abbiamo pensato e reso concreto. Vogliamo dinamicità e innovazione per continuare a portare avanti il nostro progetto. Con piacere vedo che non siamo stati i primi a idearlo, quindi amici miei andiamo avanti uniti.